1 - POS e registratori telematici: nuovo obbligo di collegamento
- Abstract –
Dal 5 marzo 2026 è attivo il servizio dell’Agenzia delle Entrate per associare gli strumenti di pagamento elettronico ai sistemi di certificazione dei corrispettivi. L’adempimento riguarda gli esercenti che utilizzano registratori telematici, Server RT o la procedura web “Documento commerciale online”.
Il nostro legislatore ha attivato un nuovo obbligo che interessa tutti gli strumenti, hardware o software, utilizzati per incassare pagamenti elettronici riferiti a corrispettivi soggetti a certificazione fiscale. Rientrano quindi nell’ambito applicativo non solo i POS tradizionali, ma anche i soft-POS installati su smartphone o tablet e i POS virtuali utilizzati per i pagamenti online.
Sono invece esclusi i POS impiegati esclusivamente per operazioni non soggette a memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, come ad esempio la vendita di tabacchi o generi di monopolio, nonché quelli utilizzati soltanto per distributori automatici, cessioni di carburante e ricariche di veicoli elettrici. L’esclusione viene meno quando lo stesso strumento è usato anche per incassi riferiti ad operazioni soggette a certificazione: in tal caso il collegamento deve comunque essere effettuato. L’obbligo non sussiste, invece, quando tutti i corrispettivi sono documentati esclusivamente mediante fattura.
Per i termini di adempimento occorre distinguere tra i dispositivi già attivi o convenzionati nel gennaio 2026 e quelli attivati successivamente al 31 gennaio 2026. Per questi ultimi, il collegamento deve essere effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento ed entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Nel calcolo, il sabato è considerato giorno non lavorativo, fermo restando che l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il collegamento effettuato entro l’ultimo giorno del mese non sarà considerato tardivo. Per i POS già attivi o convenzionati nel gennaio 2026 il collegamento va effettuato entro 45 giorni dal rilascio del servizio web e quindi entro il 20/04/2026.
La disciplina prevede inoltre specifiche sanzioni, applicabili dal 1° gennaio 2026. In caso di omesso collegamento, è prevista una sanzione amministrativa da 1.000 a 4.000 euro, oltre alla possibile sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività da 15 giorni a 2 mesi, elevabile da 2 a 6 mesi in caso di recidiva. In caso di errata indicazione delle modalità di pagamento elettronico nel documento commerciale, la sanzione è pari a 100 euro per ciascuna violazione, fino a un massimo di 1.000 euro per trimestre, con possibile sospensione dell’attività nei casi di reiterazione.
Lo Studio resta a disposizione per verificare l’applicabilità dell’obbligo nei singoli casi e per assistenza nella corretta gestione dell’adempimento.